Credo che l’integrazione tra HCL Domino e i motori di Intelligenza Artificiale rappresenti una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni.
Go to the english version: A first example application using DominoIQ
Disporre di un’interfaccia verso il mondo dell’AI direttamente dalla posta HCL Notes o da un’altra applicazione Domino apre infatti scenari estremamente interessanti, consentendo di avere informazioni e strumenti avanzati sempre a portata di mano.
Ciò che oggi forse manca non è tanto la tecnologia, quanto la percezione di ciò che sia realmente possibile fare con un motore di IA: quali richieste formulare, come strutturare le domande e in che modo sfruttare appieno le potenzialità offerte. Non si tratta quindi di un limite tecnico, ma piuttosto della necessità di modificare il nostro approccio al software, iniziando a ragionare in termini di nuovi scenari operativi e di delega intelligente di alcune attività.
Ovviamente non posso dirvi qui come approcciare l’intelligenza artificiale dalle vostre applicazioni ma posso portarvi l’esempio di una realizzazione pratica implementata all’interno della posta elettronica di Notes , dalla quale interrogo un motore di IA — in questo caso ChatGPT — per demandargli lo svolgimento di specifiche attività operative.
La prima valutazione da affrontare riguarda la scelta del motore di IA: utilizzare quello fornito nativamente con Domino, ovvero Ollama, oppure affidarsi a un servizio esterno come ChatGPT. La discriminante principale è l’hardware necessario per eseguire Ollama con tempi di risposta accettabili. Il prerequisito fondamentale è la disponibilità di una GPU adeguata, tipicamente una scheda NVIDIA, in grado di fornire la potenza di calcolo richiesta. Questo requisito può rappresentare un ostacolo concreto, almeno nel breve periodo, poiché fino a pochi anni fa i server aziendali non venivano generalmente installati con GPU dedicate.
L’alternativa è quindi l’utilizzo di un motore esterno come ChatGPT. In questo caso, tuttavia, è necessario abbandonare l’idea di utilizzare una versione gratuita: l’integrazione richiede l’uso delle API, e quindi la configurazione di un sistema di pagamento per le chiamate effettuate da DominoIQ. I dettagli relativi alla fatturazione, ai costi e alla generazione delle chiavi API sono disponibili a questo indirizzo https://platform.openai.com/settings/organization/billing/overview , allo stesso link troverete anche informazioni sui prezzi e poi avrete la generazione delle chiavi API da inserire nella configurazione
Tali chiavi generate su OpenAI devono poi essere inserite nella configurazione di DominoIQ. Una volta completata questa fase, il sistema è pronto per effettuare le chiamate necessarie verso il motore di IA. ( Ho gia parlato precedentemente qui su come configurare DominoIQ così da farlo interagire con ChatGpt )
Nell’implementazione che ho realizzato, agli utenti vengono fornite nuove funzionalità direttamente all’interno della casella di posta elettronica. In particolare, aprendo un’email ricevuta, compaiono nuove action contestuali:

Nel caso in cui venga selezionata una delle due action di Reply, viene presentato un prompt aggiuntivo che offre un’ulteriore possibilità di scelta:

È quindi possibile chiedere a ChatGPT di generare la risposta all’email utilizzando un tono e uno stile differenti, in base al tipo di messaggio che si desidera produrre. Negli altri casi — come riassunto, traduzione o analisi del contenuto — non vengono mostrati prompt aggiuntivi e l’IA viene interrogata direttamente sul testo dell’email.
Da questo punto in avanti, tutto ruota attorno alla qualità dei prompt configurati in DominoIQ. Ad esempio, il prompt associato all’azione Traduci è definito in questo modo:
“Identifica il linguaggio del messaggio fornito e poi traducilo in lingua italiana.”
Per l’azione Analizza, invece, il prompt diventa:
“Analizza in lingua italiana la conversazione e-mail fornita valutandone l’importanza o se si tratti solo di spam. Rispondi con un tono professionale suggerendo eventuali azioni da intraprendere o se l’email può essere ignorata.”
Questo approccio evidenzia come il vero valore dell’integrazione non risieda solo nel motore di IA scelto, ma soprattutto nella capacità di progettare prompt efficaci e coerenti con i processi aziendali che si intendono supportare o automatizzare.
Vi rimando ad un prossimo articolo che scriverò sui dettagli del codice usato per questa implementazione.


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